DIO E’ UN MATEMATICO?

Come disse una volta il fisico inglese James Jeans, <<Sembra che l’universo sia stato progettato da un matematico puro>>. Sembra, insomma, che la matematica sia quasi troppo efficace per descrivere e spiegare non solo il cosmo in generale, ma persino alcune delle attività umane più caotiche.

I fisici che tentano di formulare teorie dell’universo, gli analisti di borsa che si rompono la testa per prevedere il prossimo crollo dei mercati, i neurobiologi che costruiscono modelli del funzionamento del cervello, gli esperti di statistica dell’intelligence militare che cercano di ottimizzare l’allocazione delle risorse, tutti costoro utilizzano la matematica.

Che cosa dà alla matematica questi incredibili poteri? Si chiese una volta Einstein <<Com’è possibile che la matematica, che è un prodotto della mente umana che è indipendente dall’esperienza, si accordi in maniera tanto eccellente agli oggetti della realtà fisica?>>.

Millenni di ricerche matematiche portentose e di speculazioni filosofiche hanno contribuito relativamente poco a far luce sull’enigma del potere della matematica.

Anzi, il mistero pare ancora più infittito.

Il fisico matematico di Oxford Roger Penrose, identifica addirittura un triplo mistero. Distingue, infatti, tre ”mondi”: il ”mondo delle nostre percezioni coscienti”, il ”mondo fisico” e il ”mondo platonico delle forme matematiche”.

Il primo mondo è la sede di tutte le nostre immagini mentali: come percepiamo i volti dei nostri figli, come godiamo di un tramonto mozzafiato o come reagiamo di fronte a orripilanti immagini di guerra.

Il secondo mondo è quello che in genere chiamiamo realtà fisica. Oggetti reali come fiori, nuvole bianche e aviogetti appartengono a questa categoria.

Il mondo platonico delle forme matematiche, che per Penrose è altrettanto reale quanto quello fisico mentale, è la patria della matematica. Qui, infatti, troveremo i numeri naturali, tutte le figure, i teoremi, le leggi.

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