IL MARE NELLA CONCHIGLIA

L’apparente rumore del mare che proviene da una conchiglia marina è dovuto allo stesso fenomeno di risonanza delle onde sonore che presiede al funzionamento delle canno d’organo, degli strumenti a fiato o del flauto di Pan. Si spiega in termini elementari come funzionano le cose e si suggerisce la costruzione di un semplice strumento a canne per fare dell’istruttiva e divertente sperimentazione.

Un fenomeno noto a tutti è l’apparente ascolto del rumore del mare, ossia il frangersi e rifrangersi delle onde sulla battigia, che si sente quando si accosta all’orecchio una grossa conchiglia. Naturalmente, se invece di una conchiglia si utilizzasse una qualche altra cavità, l’effetto sarebbe del tutto analogo.

Altrettanto nota è la spiegazione: qualsiasi perturbazione sonora attorno alla conchiglia, inclusi i fruscii dell’aria contro il lato esterno delle pareti, pone in vibrazione l’aria contenuta dentro la conchiglia, la quale sostiene e amplifica le oscillazioni che avvengono alle sue frequenze di risonanza, o naturali, definite dalle dimensioni della cavità, lasciando invece estinguere ogni altra. Rumori altrimenti impercettibili vengono così rafforzati. Poiché le perturbazioni esterne sono fluttuanti, si ha la sensazione di un flusso e riflusso di onde che si infrangono sulla spiaggia.

    Andrea Frova, ”Se l’uomo avesse le ali”, Bur Editore

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