LA NASCITA DELLA CRITTOGRAFIA

Da quando siamo stati in grado di comunicare, abbiamo avuto la necessità di recapitare messaggi segreti.

Per impedire che importanti informazioni cadessero in mani sbagliate, i nostri progenitori escogitarono sistemi sempre più complessi con cui mascherare il contenuto di un messaggio.

Uno dei più antichi metodi usati fu ideato più di duemilacinquecento anni fa. Mittente e destinatario possedevano entrambi uno scitale, un sottile cilindro in legno, perfettamente identici tra loro.

Per cifrare il messaggio, il mittente avvolgeva attorno al cilindro una striscia di pergamena, quindi scriveva il messaggio sulla pergamena seguendo la lunghezza dello scitale. Una volta srotolata il testo appariva privo di senso. Solo il destinatario che possedeva il corrispondente scitale poteva, riavvolgendo la pergamena, decifrare il messaggio scritto dal mittente. Da allora molti furono i metodi crittografici inventati, l’ultimo e più raffinato congegno meccanico per la cifratura di messaggi fu Enigma, la macchina usata dalle forze armate tedesche nel corso della Seconda guerra mondiale. Oggi immaginate le difficoltà logistiche che sorgerebbero se si dovesse usare un sistema di questo genere per fare acquisti su Internet. All’alba dell’era delle comunicazioni rapide e globali, era assolutamente indispensabile sviluppare un sistema crittografico adatto. Questi codici matematici hanno favorito la nascita di quella che è oggi nota come crittografia a chiave pubblica. Pensate alla codificazione e alla decodificazione di un messaggio come all’apertura e alla chiusura di una porta con una chiave. Il sistema ha due chiavi distinte: la chiave A chiude la porta e la B la apre. L’azienda può distribuire liberamente la chiave A ma solo  il sito possiede la chiave B, che le permette di aprire la porta e di leggere i numeri per esempio delle carte di credito.

La crittografia a chiave pubblica fu proposta nel 1976 da due matematici della Stanford University, in California: Whit Diffie e Martin Hellman.

Marcus Du Sautoy, ”L’enigma dei numeri primi”,                                                                                                                                          Bur Editore

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