Vaccini e autismo: un nuovo caso di pseudoscienza

Dati mancanti, immagini manipolate ed errori di metodo: un articolo è riuscito a guadagnarsi una pubblicazione, per poi essere demolito e poco tempo dopo ritrattato dalla comunità scientifica.
Ne abbiamo abbastanza di queste presunte ricerche “scientifiche” a sostegno un legame tra vaccini e autismo!
Eppure il più delle volte riescono a salire alla ribalta, a suscitare polverone mediatico, poco prima di essere sbugiardate.

L’ultimo caso apparso il 5 settembre sul Journal of Inorganic Biochemistry riguarda l’idea di due ricercatori dell’Università della British Columbia (Canada), Christopher Shaw e Lucija Tomljenovic, che sostengono che l’alluminio usato come adiuvante per alcuni vaccini provochi, nei topi, sintomi simili a quelli dell’autismo. L’ipotesi si inserisce in un filone di ricerche, puntualmente contestate da decine di lavori scientifici, sulla presunta tossicità dei sali di alluminio impiegati per aumentare la risposta immunitaria protettiva in molti vaccini pediatrici.
Dopo che la comunità scientifica ha rilevato in esso fondamentali errori di metodo, dati e figure manipolati, dubbie basi statistiche e interessi economici di parte, lo studio canadese è pronto per essere ritrattato. Tra le principali contestazioni al lavoro ci sono il fatto di aver iniettato nei topi dosi che non corrispondono a quelle somministrate ai bambini; di averle inoculate sottopelle, e non nel muscolo (come avviene per l’uomo); di aver fatto riferimento a studi genetici datati e ormai superati; di aver usato un metodo non accurato per valutare l’attività genetica, nonché strumenti statistici non affidabili; di aver cancellato deliberatamente i dati di controllo “scomodi”; di essere stati finanziati con assegni di ricerca per 900.000 dollari da associazioni che mettono in dubbio la sicurezza dei vaccini; e, dulcis in fundo, di aver manipolato, duplicato e scambiato le immagini a corredo della loro relazione.

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